Numero quattro - Dicembre 2025

Il nuovo numero della rivista "Dal Contado" si apre con un lungo articolo che riporta un estratto degli atti del convegno “Custodire la terra: musei demoetnoantropologici nel mondo contemporaneo” che a 50 anni dal primo convegno nazionale sulla museografia agricola ha posto una riflessione sulla conservazione e valorizzazione del patrimonio. Due giornate di lavoro per favorire un ragionamento sul ruolo dei musei demoantropologici nella società contemporanea. Una riflessione critica e interdisciplinare garantita da un Comitato Scientifico eterogeneo di altissimo livello.

Diversi come sempre gli argomenti trattati nella rivista: dal riconoscimento ad albero monumentale d’Italia del Cipresso calvo che si trova nel parco di Villa Smeraldi ai ricami e ai merletti della Aemilia Ars, all’intervista all’ultimo birocciaio di Bologna.

La rubrica “Dentro le collezioni”, pensata per conoscere più da vicino gli oggetti del patrimonio del Museo, ricostruendo il loro contesto di origine e arricchendone la fruizione da parte del pubblico, si occupa in questo numero dell’illuminazione prima dell’elettricità fra lumini, fiaccole, lampade, lanterne e candele.

Due articoli sono dedicati ai ricami e ai merletti della Aemilia Ars raccontando la storia di un’eccellenza artigiana: dal genio di Lina Cavazza, alla maestria di Antonilla Cantelli e nuovi documenti relativi al capolavoro editoriale del 1929. Oggi l’antica arte del merletto Aemilia Ars rivive attraverso le testimonianze delle allieve di Antonilla Cantelli, che con la loro associazione ne custodiscono e tramandano i segreti.

Laura Guerinoni e Irene Tedeschi dell’Atelier Trame Tinte d’Arte - che si occupa da anni della valorizzazione dei saperi e delle tradizioni tessili del territorio, lavorando a stretto contatto con il patrimonio storico materiale e immateriale del Museo - raccontano di una memoria non ancora raccontata, quella dei pastori di pianura raccogliendo le ultime testimonianze prima che vengano meno le memorie di chi ha visto e vissuto la pastorizia di un tempo.

L’intervista di Francesco Fabbri a Ivano Bonazzi, bolognese classe 1938, è un prezioso tuffo in un mestiere ormai scomparso: quello del birocciaio, trasportatore che guidava un carretto trainato da un cavallo, per il trasporto merci, muovendosi tra le vie del centro della città.

Gian Paolo Borghi in occasione dell’80° anniversario della fine della seconda guerra mondiale propone ai lettori due zirudèle su questa tematica, composte dal cantastorie bolognese Marino Piazza ovvero “Piazza Marino, il poeta contadino”, secondo una sua azzeccata autodefinizione.

Si passa poi al tema della biodiversità con un articolo di Stefano Tartarini dedicato all’Orto dei Frutti Dimenticati di Pennabilli. Un “museo dei sapori”, come lo ha definito il poeta e sceneggiatore Tonino Guerra, nato per preservare il gusto e la memoria di specie da frutto un tempo comuni nei poderi contadini - oggi quasi scomparse, come il Biricoccolo o l’Azzeruolo - e per proteggere una ricchezza genetica fondamentale per il futuro.

Sul tema della sostenibilità Nicla Branchesi, Maurizio Cattani, Florencia Inés Debandi, Sara Malavasi, Alice Zurzolo raccontano il legame fra Preistoria e Civiltà contadina per scelte future responsabili: il progetto “ONFOODS in Prehistory” di UNIBO mette in luce gli elementi di continuità tra il modello produttivo e alimentare delle comunità dell’età del Bronzo e il sistema circolare a spreco zero della Civiltà Contadina di Otto e Novecento.

Chiude il numero un articolo di Umberto Cavalli dedicato alla Befana e alle tradizioni e credenze legate alla figura della “vecchia” più amata dai bambini italiani e nel mondo.