La legna, la foglia, il vino

botti

L'espansione della piantata si può far risalire al XVI secolo, quando, in seguito al fenomeno dell'appoderamento e alla diffusione della mezzadria, nella Pianura Padana si registrò una progressiva diminuzione dello spazio concesso al bosco, da sempre importante fonte di approvvigionamento di cibo, di combustibile, di legname da costruzione e di prodotti per l'alimentazione degli animali domestici. Per compensare tale perdita, le essenze arboree maggiormente utili dal punto di vista della gestione economica del podere (salici, pioppi, olmi, gelsi, noci, ecc.), eliminate con la deforestazione, cominciarono ad essere reimpiantate ai bordi dei seminativi e utilizzate come sostegni vivi per la vite. In questo modo, prese avvio un graduale processo di "riforestazione ordinata" che nell'arco di due secoli restituì alla campagna padana, ormai quasi totalmente antropizzata, le sembianze di una selva costituita da lunghi filari di viti maritate ad alberi, dislocati in serie parallele.